Silente è gay? J.K. Rowling e la sessualità in Harry Potter

Io e J.K. Rowling abbiamo cominciato ad avere qualche problema dal lontano 2007. Per la precisione, da quando lei ha confermato ad un evento coi fan che sì: Albus Silente è omosessuale.

Di questo io, come molti altri lettori, ce n’eravano già convinti prima, leggendo i libri della saga di Harry Potter ed in particolare I Doni della Morte, dove scopriamo molto di più sulla sua complicata relazione col mago oscuro Gellert Grindelwald. E “il problema”, come si dice, non sta tanto nel fatto che Silente è gay, ma nella immediata e sincera reazione di J.K. Rowling al plauso dei fan presenti in sala:

If I had known this would have made you this happy, I would have announced it years ago.

Se avessi saputo che l’omosessualità di Silente vi avrebbe fatto così felici, l’avrei annunciato anni fa. Ah.

L’articolo contiene SPOILER per la saga di Harry Potter e il film Animali Fantastici e Dove Trovarli.

L’omosessualità di Silente nei libri e nei film

Si è discusso tanto (e di sicuro si discuterà ancora) sul perché J.K. Rowling non abbia mai inserito personaggi esplicitamente non eterosessuali nel magico mondo di Harry Potter.

Non quel Sirius Black che non prestava attenzione alle ragazzine che sospiravano per lui. Non quel Draco Malfoy che doveva tenere alto il nome della famiglia. Non Minerva McGranitt, Pomona Sprout, o nessuna altro degli insegnanti di Hogwarts.

No: nemmeno Silente. La sua tormentata relazione con Grindelwald (il nome del pairing è Grindeldore) rimane una delle più complesse, e probabilmente delle più interessanti, dell’intera saga. Alla luce della sua connotazione omoerotica, i libri perdono anche alcune delle loro “lacune”, fornendoci una chiave di lettura che ci permette ci capire meglio anche molte delle scelte e delle azioni compiute da Silente nel corso della saga. Non c’è dubbio che J.K. Rowling abbia davvero scritto il personaggio con l’idea che fosse gay (o almeno attratto da Grindelwald). Il punto è che questo non viene mai reso esplicito tra le pagine di Harry Potter: tutto rimane nel sottotesto, perso in quel dominio di dubbi e speculazioni che ogni lettore è libero d’ignorare. E così infatti succede.

Michael Gambon nel ruolo di Silente
Back in the closet? Michael Gambon nel ruolo di Silente nei film di Harry Potter

Ci sono ancora tantissime persone che non hanno idea che Silente sia gay. Alcune hanno scelto di non prendere in considerazione i commenti di J.K. Rowling; altre, semplicemente, non hanno mai trovato alcun riferimento alla sessualità del personaggio nel materiale che hanno visionato: in altre parole non sanno – e non hanno mai avuto modo di sapere – quella particolare informazione. J.K. Rowling non gliel’ha mai fornita.

La domanda, a questo punto non è tanto “Silente è gay?” ma perché l’autrice non lo abbia dichiarato nel materiale canonico. In fondo, ha già avuto due occasioni di farlo: prima nei libri di Harry Potter e poi nell’adattamento cinematografico di Warner Bros.

Qualcuno sostiene che siano stati agenti esterni, ad ostacolarla: prima l’editore originale, Bloomsbury, che avrebbe avuto dubbi in merito all’inserimento di un personaggio LGBTQ così in vista in una “storia per bambini”. Poi da parte dello studio cinematografico che, stando sempre a una dichiarazione della Rowling, sarebbe stato consapevole della sessualità di Silente grazie a una nota lasciata dall’autrice sul copione de Il principe mezzosangue:

Recently I was in a script read through for the sixth film, and they had Dumbledore saying a line to Harry early in the script saying I knew a girl once, whose hair… [laughter]. I had to write a little note in the margin and slide it along to the scriptwriter, “Dumbledore’s gay!” [laughter] “If I’d known it would make you so happy, I would have announced it years ago!

[Di recente sono stata a una lettura del copione per il sesto film, e c’era Silente che diceva una frase ad Harry, all’inizio del copione. Diceva che conosceva una ragazza, una volta, i cui capelli… [ride]. Ho dovuto scrivere una piccola nota a margine e passarla allo sceneggiatore, “Silente è gay!”]

Stando a questa versione, la sessualità di Silente non sarebbe stata nota nemmeno agli addetti ai lavori, almeno fino a quel momento (siamo a fine 2006/inizio 2007). Quindi è probabile che nemmeno gli attori Richard Harris e Michael Gambon abbiano interpretato il personaggio di conseguenza. Semplicemente, J.K. Rowling non ha ritenuto la nozione abbastanza rilevante da condividerla, come invece aveva fatto con Alan Rickman riguardo l’amore di Piton per Lily e il conseguente atteggiamento dell’insegnante di Pozioni nei confronti di Harry.

Il che, se da una parte ci rassicura sul fatto che il personaggio di Silente non è definito dalla sua sessualità, dall’altra solleva altre importante problematiche legate alla rappresentazione. In particolare, c’è chi si chiede il perché J.K. Rowling abbia deciso di rivelare la verità quando e nel modo in cui l’ha fatto.

Animali Fantastici e il giovane Silente: tutto queerbaiting?

A fine gennaio 2018 il regista David Yates ha dichiarato ad Entertainment Weekly che il giovane Silente, interpretato da Jude Law, non sarà “esplicitamente gay” nel secondo capitolo della saga di Animali FantasticiI crimini di Grindelwald.

A questo punto molti fan hanno cominciato a chiedersi quanto delle precedenti dichiarazioni di J.K. Rowling possa inserirsi nel dibattito sul queerbaiting.

Il queerbaiting è una pratica che consiste nel promettere o far volutamente intendere al pubblico che ci sarà una rappresentazione LGBTQ nella storia in corso quando poi, invece, tutto si risolverà in un nulla di fatto. La cosa è tristemente comune soprattutto nell’ambito delle serie TV, dove gli spettatori vengono così manipolati nel tenere alti gli ascolti settimana dopo settimana. Pratica affine a questa è il shipbaiting, che invece fa leva sulle ship, ovvero i pairing o le coppie amorose che potrebbero diventare canon.

Il cast di Animali Fantastici 2 nella prima immagine ufficiale
Il cast di Animali Fantastici: I crimini di Grindelwald, con Lude Law (primo a sinistra) e Johnny Depp (primo a destra)

Ora, per dare a Cesare ciò che è di Cesare: David Yates non ha detto che la sessualità di Silente non verrà mai esplorata nella saga di Animali Fantastici. Anzi, a me ha dato l’idea che la relazione tra Silente e Grindelwald verrà sviluppata lentamente, nel corso dei film previsti (cinque in totale, di cui solo il primo edito):

But I think all the fans are aware of that. He had a very intense relationship with Grindelwald when they were young men. They fell in love with each other’s ideas, and ideology and each other. […] He’s a maverick and a rebel and he’s an inspiring teacher at Hogwarts. […] And opposite Johnny Depp as Grindelwald, they make an incredible pairing.

[Credo che tutti i fan ne siano consapevoli. Silente aveva avuto una relazione molto intensa con Grindelwald quando erano giovani. Si erano innamorati prima delle rispettive idee e ideologie, e poi l’uno dell’altro. […] Silente è un anticonformista e un ribelle, ed è un insegnante stimolante di Howarts. […] E con Johnny Depp nel ruolo di Grindelwald, formano una coppia incredibile.]

Credo che qui la rabbia di molti fan derivi dai trascorsi della saga di Harry Potter nel (non) offrire una rappresentazione a 360 gradi.

Non ci sarebbe nulla di male nello sviluppare con i giusti tempi una relazione complessa come quella di Silente e Grindelwald – anzi, probabilmente questi tempi sono più che necessari. Il dibattito (o la polemica, se vogliamo) ha preso il via perché, in passato, le aspettative di molti fan sono state deluse, e così la preoccupazione che J.K. Rowling non mantenga le promesse fatte aumenta.

La paura che la vera natura dei sentimenti di Silente per Grindelwald venga ancora una volta relegata al sottotesto è reale e tangibile. E, a mio parere, è più che giustificata. Quando alcuni fan hanno espresso il loro disappunto per le dichiarazioni di Yates, infatti, moltissime persone si sono chieste quale fosse il punto della polemica. Ho letto commenti sui social che si domandavano da quando in qua Silente era omosessuale  (“Non ricordo di aver letto niente di simile nei libri”, “Ma mi sono perso qualche scena del film?”), e altri che si lamentavano della moda di “rendere tutto gay”.

J.K. Rowling ha risposto con decisione alle lamentele ricevute online:

 

[Ricevere insulti riguardo a un’intervista che non mi riguarda, su una sceneggiatura che ho scritto ma che nessuna delle persone arrabbiate ha letto e che fa parte di una saga di cinque film di cui ne è uscito solo uno è ovviamente divertentissimo. Ma sapete che cos’è ancora *più* divertente? – GIF che sottintende che l’autrice ha tolto la voce a diversi account su Twitter]

L’autrice ha ragione nel dire che alcuni utenti esagerano coi loro messaggi sui social e che non abbiamo ancora il quadro completo della situazione di Animali Fantastici. Ma sbaglia quando dice che le parole di Yates non la riguardano; e sbaglia se pensa di non avere alcuna colpa nel clima che si è generato riguardo a questo argomento.

Metafore e vuoti narrativi: la rappresentazione in Harry Potter

Che J.K. Rowling ne sia consapevole o meno, le sue azioni e dichiarazioni hanno contribuito a sviluppare una brutta teoria riguardo la saga di Harry Potter e i suoi derivati. Lo dico in modo poco politicamente corretto, tanto per andare dritta al punto: J.K. Rowling è un po’ una paraculo.

L’autrice, che già ai tempi de Il Calice di Fuoco aveva già abbastanza potere da dire al suo editore che inserire una figura LGBT nei suoi libri non sarebbe stato male, ha deciso di non farlo finché non ha avuto la certezza che i suoi lettori l’avrebbero presa bene. Diamole il beneficio del dubbio, però: diciamo che non le era stato davvero concesso, o che aveva paura di farlo. Ma perché la faccenda non è stata sollevata di nuovo coi primi film, quelli di Harry Potter? E perché J.K. Rowling non ha mai pubblicato niente (a mia conoscenza nemmeno su Pottermore, il suo sito ufficiale) che mettesse nero su bianco l’omosessualità di Silente? Anche trovando una spiegazione a tutte queste domande, il problema non si risolverebbe, perché è inserito in un quadro molto più grande.

Remus e Sirius nella stamberga strillante
Remus e Sirius in Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban, pronti a battibeccare come una vecchia coppia di sposi

L’intera saga di Harry Potter preferisce usare metafore sulla diversità, piuttosto che affrontarla direttamente. Abbiamo sì Mangiamorte, lupi mannari, e diverse “Case” il cui intento è farci riflettere su razzismo, xenofobia e pregiudizi: ma non abbiamo personaggi LGBTQ, non abbiamo (se non en passant) cenni ad altre fedi religiose, e i personaggi non caucasici sono pochi e rimangono quasi sempre sullo sfondo.

Ci sono solo altri due casi in cui ci siamo avvicinati a una conferma sulla sessualità di due dei protagonisti, ed entrambi sono solo accenni non canonici, avvenuti fuori dai libri. Il primo è Charlie Weasley. Nel documentario J.K. Rowling: A Year in the Life, l’autrice ha negato che il fratello di Ron fosse omosessuale, ma l’ha definito “più interessato ai draghi che alle ragazze”, di fatto suggerendo (ma non confermando) la sua asessualità. Il secondo è Remus Lupin, che insieme a Sirius Black formava la coppia slash probabilmente più popolare del fandom. Il regista de Il Prigioniero di AzkabanAlfonso Cuarón, consigliò all’attore David Thewlis di interpretare il personaggio come se fosse un “gay drogato”. Solo che poi ci fu qualche aggiustamento in corsa, e Lupin finì per sposare Tonks, una parente di Sirius. Fine.

A mio parere questo non è un problema insormontabile. La “rappresentazione a tutti i costi” risulta forzata, e quindi finta, e proprio per questo vanifica il suo scopo. E la metafora non è inutile. Ma quando cambiamo piano e passiamo all’analisi dell’intento autoriale, qualcosa cambia.

Nel 2016 quando l’attrice Noma Dumezweni è stata scelta per interpretare Hermione nello spettacolo teatrale Harry Potter e la Maledizione dell’Erede. Altro momento polemica per il fandom, visto che la Dumezweni è nera, mentre Emma Watson (che ha interpretato il personaggio nei film) è caucasica. La Rowling ha risposto ai fan dicendo di non aver mai dato indicazioni sull’etnia di Hermione nei libri: “Canon: occhi marroni, capelli crespi, e molto scaltra. La pelle bianca non è mai stata specificata”.

J.K. Rowling ha assolutamente ragione qui. Dell’etnia di Hermione (e di quella di molti altri personaggi) si è mai detto nulla di chiaro nei libri. Secondo alcuni lettori ci sarebbero degli indizi che contraddicono l’autrice e che punterebbero verso una Hermione bianca; ma ancora una volta ci perdiamo nel sottotesto, nei “forse” e nei “ho l’impressione che…”.

Tuttavia, c’è un problema più grave di cui occuparsi. Il lasciare sul vago non coincide con la rappresentazione. Il dire “ho sempre pensato che questo personaggio fosse così” non lo rende tale. Ciò che non viene scritto o mostrato può essere vero o non vero: rimane un concetto fumoso, astratto, che il lettore e lo spettatore possono decidere di riempire come meglio credono o anche lasciare vuoto. E di cui gli autori certo non possono vantare meriti o demeriti legati alla rappresentazione o altro.

Sì: è bello avere la possibilità di immaginare un Silente omosessuale o un’Hermione di un’etnia diversa da quella caucasica. Sì: è bello che i personaggi non vengano ridotti a una semplice caratteristica o peculiarità. Ma i vuoti narrativi e il sottotesto non hanno l’impatto e l’importanza di cui a volte c’è bisogno.

Questa non è una colpa o una mancanza unica di J.K. Rowling: è un problema che inizia a manifestarsi una volta che mettiamo insieme più esponenti della letteratura, del cinema, e delle produzioni contemporanee e cominciamo a vedere che qualcosa li lega tra loro. È un problema culturale.

J.K. Rowling si trova in una situazione unica e possiede un potere a dir poco incredibile: quello di poter influenzare il pensiero di tanti giovani lettori e spettatori. Ma, ancora adesso, i suoi libri e i suoi film lasciano troppe cose nel mondo dei “forse”, senza dare certezze solide e definite.

Oltre I crimini di Grindelwald

Non sappiamo e non possiamo sapere come la saga di Animali Fantastici si comporterà nei prossimi capitoli.

Il primo film è servito a introdurci la sola figura di Grindelwald come un abile manipolatore, che non ha scrupoli ad usare il suo fascino anche sui soggetti più giovani. La relazione tra il mago oscuro e Clarence è creepy, per certi versi, e il rischio di fortificare lo stereotipo che le relazioni omosessuali possono essere solo “malate” si è affacciato con violenza sulla storia.

Percival Graves manipola Credence
Graves/Grindelwald e Credence in Animali Fantastici e Dove Trovarli

Ma c’è ancora tempo per chiarire le cose. La speranza è che succeda davvero, e che già da I Crimini di Grindelwald la nebulosità del sottotesto e del non detto venga rimpiazzata da un quadro molto più chiaro e preciso: una rappresentazione senza dubbi di quello che i personaggi sono davvero. Senza l’intento di attirare una particolare porzione di pubblico nelle sale solo per poi rivelare un inganno.

Alla fine, il dibattito non è solo sulla sessualità di Silente o sul suo rapporto con Grindelwald. È questione di onestà: verso i lettori, verso i personaggi, e – sì – anche verso come ci si sente davvero rispetto a certe tematiche.

You needed something to keep you going for the next 10 years! …Oh, my god, the fan fiction now, eh?

[Avevate bisogno di qualcosa che catturasse la vostra attenzione per altri 10 anni!… Oddio, chissà le fanfiction adesso, vero?]
– J.K. Rowling, dopo aver rivelato che Silente è gay nel 2007

!!! Risorse e approfondimenti

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